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Popolazioni sempre più numerose sono in movimento; provengono da molti luoghi perché i bisogni e le necessità, le guerre e le difficoltà le spingono altrove. C’è anche chi parte per cercare un posto in cui stare meglio, o perché ha voglia di approdare ad una vita diversa. Attraversano aree sempre più vaste e vanno dappertutto; anche in Europa, anche in Italia.

 

In una scena di grande disordine politico e culturale, sempre più persone, per professione o per scelta, sono impegnate nell’accoglienza a migranti e richiedenti asilo: operatori e assistenti sociali, educatori di strada, insegnanti di italiano, funzionari pubblici, amministratori…

 

«Le strade del mondo» è una scuola pensata per loro, che insieme a loro vuol ragionare su ciò che ci accade attorno e costruire occasioni di incontro.

Diversi sono gli approcci: la ricerca, l’analisi dei dati, la riflessione critica, la formazione, la cooperazione a partire da esperienze molteplici, lo sguardo proveniente da più discipline, l’iniziativa politica (qualora ne valutassimo l’opportunità).

 

«Le strade del mondo» muove da questi presupposti, convinta che la cosiddetta crisi dei rifugiati non costituisca esclusivamente una questione di politiche migratorie, ma riguardi da vicino i territori in cui si arriva da lontano e le comunità che li abitano.